Spesi oltre 500 miliardi di dollari dal Pentagono per falsa propaganda su Al-Qaeda

Secondo quanto riporta un appaltatore di un’azienda britannica sulle pubbliche relazioni, Bell Pottinger, il Pentagono ha offerto loro oltre 500 milioni di dollari per produrre e poi distribuire dei video in cui gli insorti iracheni venivano dipinti come un male da combattere e debellare.

Il The Bureau of Investigative Journalism ha dichiarato che Bell Pottinger ha lavorato insieme agli alti ufficiali dell’esercito americano, durante l’apice della guerra in Iraq, al Camp Victory, Baghdad. L’agenzia doveva produrre dei filmati, nello stile dei telegiornali arabici, dove si sarebbero visti bombardamenti da parte di Al-Qaeda filmati dagli insorti stessi e poi chiunque avesse visionato quel video sarebbe stato tracciato dall’esercito americano.

Secondo il Los Angeles Times, che è riuscita ad ottenere i documenti ufficiali nel 2005, questo programma di falsa propaganda era inteso a prevenire la creazione di gruppi terroristici.
Lord Tim Bell, ex presidente di Bell Pottinger, ha confermato l’esistenza di questo contratto al Sunday Times e anche il Pentagono ha ammesso che l’azienda aveva un contratto con Information Operations Task Force (IOTF) ma, continua a ribadire che, tutto il materiale era assolutamente “veritiero”.

Martin Wells, ex video editor che ha lavorato insieme a Bell Pottinger in quegli anni, dice di aver ricevuto specifiche istruzioni su come produrre i falsi video di Al-Qaeda: “Dobbiamo fare questo tipo di video e utilizzare la lunghezza dei video di Al-Qaeda. Deve essere di durata superiore ai 10 minuti,deve essere aperto con questo specifico programma e deve essere codificato in questa maniera.”

Questi CD venivano infine dati nelle mani delle pattuglie americane d’istanza in Iraq che dovevano disseminarli nei luoghi dove effettuavano i Raid,in modo che chiunque venisse in possesso del CD, sarebbe stato intercettato dall’Intelligence americana tramite il programma di visualizzazione Real Player che inviavano i dati dell’IP direttamente ai servizi segreti americani.

Mario Barba