Stoccolma, l’attentatore: “Ho agito per l’ISIS. Ho schiacciato degli infedeli”. La vittima più piccola aveva 11 anni

Rakhmat Akilov, l’uomo che venerdì ha falciato la folla nel centro di Stoccolma con un camion, uccidendo quattro persone e ferendone 15, ha sostenuto: “Ho agito su ordine diretto dello Stato Islamico … ho schiacciato degli infedeli”. L’uomo, secondo le fonti di polizia, era un richiedente asilo al quale era stato negato il permesso di soggiorno. La vittima più piccola della strage, Ebba Åkerlund (in foto), aveva solo 11 anni. 

Nel giugno 2016 gli era stata negata la residenza e le autorità gli avevano detto 4 mesi di tempo per lasciare il paese. Lui aveva fatto perdere le sue tracce e febbraio: il resto è tragicamente storia. L’uomo ha sostenuto di aver agito come vendetta per i bombardamenti in Siria che colpiscono l’Isis. Inoltre ha sostenuto di aver pianificato con attenzione l’attacco, controllando anche la strada pedonale che aveva scelto per commettere la strage.

Ora dovrà rispondere al Tribunale di Stoccolma, dove domani si terrà l’udienza di custodia cautelare. Intanto ieri le forze di sicurezza svedesi hanno effettuato un raid nel nord della città di Stoccolma. Due persone, fra cui il sospettato, sono agli arresti. Delle dodici persone ferite, due sono in condizioni gravi in ospedale. Il capo dell’intelligente Anders Thornberg sostiene che nella popolazione la rabbia cresce. “Le cose sono in evoluzione. Ci sono conversazioni in cui si parla di farsi giustizia da soli. Molti sono arrabbiati, si parla di vendetta e di violenza”.