India, la bimba Mowgli non è cresciuta con le scimmie: abbandonata perchè disabile

Le immagini della piccola ritrovata nella giungla, in India, completamente sola, seminuda, avvezza a muoversi utilizzando tutti e quattro gli arti, avevano fatto immediatamente il giro del mondo ed alimentato le fantasie più bizzarre della cronaca internazionale. La bambina era stata ribattezzata Mowgli girl, sulla scia della suggestione che ci si potesse trovare dinanzi ad un caso molto simile a quello descritto da Kipling nel suo “libro della giungla”.

Adesso, però, arriva la smentita ufficiale di tutte le tesi precedenti: la piccola non viveva allo stato brado, non era stata allevata (come s’era detto) da un branco di scimmie. Più semplicemente, e drammaticamente, questa creatura è stata abbandonata dai propri genitori perchè affetta da gravi patologie psico motorie che li avrebbero spinti, se l’ipotesi dovesse trovare conferma, a non prendersi più cura di lei e a lasciarla in prossimità della foresta. Una scelta irreversibile, che avrebbe dovuto portare la piccola alla morte. Invece, per lei, la sorte ha stabilito che dovesse essere ritrovata da un ufficiale in servizio in quel distretto, che dovesse essere portata all’ospedale di Bahraich, a Lucknow, che dovesse essere presa in cura dai medici, che dovesse diventare per qualche ora, agli occhi del mondo, la bambina selvaggia cresciuta con le bestie. Invece potrebbe essere stata abbandonata poco meno di 24 ore prima del suo ritrovamento. I vestiti che indossava, suggeriscono questo. Così come il fatto che quell’assenza di linguaggio e la postura animalesca non sono frutto, come si era pensato, dell’aver vissuto in un branco di scimmie, ma la diretta conseguenza delle sue deficienze psico-motorie. Quelle che le hanno fatalmente condizionato la vita. Quelle che ce l’hanno fatta scoprire ammantata da un velo di mistero e poi rimessa sotto gli occhi sotto le più umane spoglie di una bambina dal destino infelice. Di lei, adesso, si occupano i servizi sociali ed i medici del posto.

Giuseppe Caretta