Attacco col gas in Siria, gli 007 statunitensi: “Non è stato Assad. Colpito deposito dei ribelli”

E’ arrivata, in ritardo, la conferma da parte dell’ex capo degli ispettori Onu sulle armi di distruzioni di massa, Rider Scott, che l’attacco chimico ad Idlib nel quale sarebbero morti diversi civili, intossicati da gas chimici (sarin secondo i turchi, ma probabilmente cloro) non è stato commesso da Bashar al Assad, presidente siriano. Secondo gli 007 statunitensi, infatti, ha ragione la Russia: il raid del regime sulle zone controllate dai jihadisti c’è stato, effettivamente, ma gli aerei di Assad non hanno sganciato armi chimiche. Semplicemente, è stato colpito un deposito di armi chimiche dei jihadisti: come avvenuto anche all’aviazione statunitense due giorni fa, uccidendo un numero imprecisato di civili.

Il documento americano sulla base del quale gli USA hanno attaccato, senza autorizzazione, la Siria, in realtà sostiene che Assad avrebbe usato armi chimiche, ma non lo prova.
Solamente i video girati sul luogo infatti sarebbero ‘testimonianza’ di quanto avvenuto, non sufficiente a provarlo.
Le agenzie per la sicurezza ed ex agenti concordano: è stato colpito il deposito dei ribelli.  “Il documento non fornisce la benché minima prova che il governo siriano sia stata la fonte dell’attacco chimico in Khan Shaykhun. L’unico fatto indiscutibile riportato nel dossier della Casa Bianca è l’affermazione che un attacco chimico di gas nervino si è verificato” ha sostenuto Theodore Postol, scienziato del MIT di Boston, docente di Tecnologia e Sicurezza Internazionale.

Postol è stato collaboratore della CIA, ha lavorato al Pentagono ed ha ricevuto diversi premi scientifici per la sua ricerca in campo militare. Già nel 2013 egli aveva confutato la tesi statunitense che dava Assad come responsabile di un terribile attacco chimico a Ghouta. La storia (e l’ONU) gli avevano dato ragione: l’attacco non era stato compiuto dal governo. Probabilmente era stato commesso da Turchia e da jihadisti dell’opposizione per provocare l’intervento USA a loro sostegno. Obama si era fermato prima di intervenire perché aveva avuto la conferma che il gas sarin utilizzato a Ghouta non era quello del Governo.