La Turchia va al voto sul presidenzialismo. Oggi il referendum costituzionale è per Erdogan

Va al voto l’intera Turchia, oggi, domenica 15 aprile. Alle 7 di mattina si sono aperte nelle regioni orientali del Paese le urne per il referendum costituzionale che trasformerebbe il Paese in una repubblica presidenziale. Sono stati mesi di propaganda per il governo, dato che questo referendum, che mira a conferire (vedi infografica) più poteri al Presidente Recep Tayyip Erdogan, è soprattutto più che mai un test sul presidente. 55 milioni di persone oggi sono chiamate a confermare il loro sostegno ad Erdogan.

Il presidente mira a trasformare la Turchia in un Paese di forte ed accentuato presidenzialismo, concentrando tantissimi poteri (compreso quello di nominare i giudici) nelle sue mani. In questo modo, stimano gli esperti, Recep Tayyip Erdogan potrebbe anche rimanere saldo sulla sella del potere fino al 2034. La tendenza, secondo i sondaggi, vede il sì in testa. Sembrerebbe che negli ultimi mesi la figura di Erdogan, ‘uomo forte’ della Turchia, abbia incontrato il favore di tantissimi cittadini, in maniera trasversale, anche giovani. “Domani è molto importante, dovete assolutamente andare a votare. La nuova Costituzione porterà la fiducia e la stabilità che serve al Paese per crescere” ha detto il Presidente durante la campagna, ieri pomeriggio, tenutasi nei quartieri degli ‘indecisi’. Il silenzio elettorale è scattato solo nel tardo pomeriggio.

Il timore di molti, però, è che con la vittoria del referendum la Turchia ‘seppellisca’ l’idea di Stato laico di Ataturk e si trascini nella scia dello stato islamista.
“La Turchia è a un bivio. Domani prenderemo la nostra decisione. Vogliamo un sistema parlamentare democratico o il governo di un uomo solo?” ha acclamato a gran voce il leader dell’opposizione, Kemal Kilicdaroglu.