Siria, sale il bilancio della strage di civili: 112 morti. Responsabilità del fronte islamista dei ‘ribelli’

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:26

E’ salito il conteggio delle vittime del kamikaze che si è fatto esplodere ieri ad Aleppo. Sono morti almeno cento civili dopo che è esplosa un’autobomba su un convoglio di civili siriani che stavano scappando dalla periferia di Aleppo, in Siria. Si trattava di civili che fuggivano dalle città di Fouaa e Kafari; uomini, donne, bambini. L’evacuazione era stata concordata fra Damasco ed i jihadisti dell’opposizione. Fra l’altro le forze anti Assad avevano anche chiesto di essere evacuate prime dei civili, ma questa richiesta era stata rifiutata.

Un kamikaze appartenente al gruppo islamista Jaysh Al Islam, che ha rivendicato l’attacco, è salito sul bus carico di donne e di bambini e si è fatto esplodere. Jaysh Al Islam è un grippo di salafiti e islamisti che combattono contro il regime di Assad, noti anche come parte del Fronte Islamico dei ‘ribelli moderati’. Che non sono così moderati come si fa credere. Infatti Jaysh Al Islam ha come scopo della sua lotta quello di ribaltare lo Stato di Assad e di creare in Siria uno Stato che sia sottoposto alla Shari’a, un califfato, insomma.

Nelle immagini dell’attentato si possono vedere i corpi senza vita di bambini, bruciati, e di adulti, a terra. I bus avrebbero dovuto entrare ad Aleppo e portavano praticamente solo civili. Un’altra strage che però passa quasi sotto silenzio mediatico, soprattutto per quanto concerne le responsabilità. Bisogna invece sottolineare che fra l’opposizione serpeggiano delle fazioni terroristiche e jihadiste, come Jaysh Al Islam, che non esitano ad ammazzare civili innocenti per diffondere terrore.