Turchia, l’opposizione denuncia brogli. La risposta: “Sono valide le schede senza timbro”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:14

Si scatena il fuoco della polemica in Turchia, all’indomani del referendum che ha visto vittorioso il ‘sì’ e quindi il cambiamento della costituzione per attribuire molti più poteri al presidente, Erdogan. La vittoria di Erdogan è stata però abbastanza risicata, non netta. Un 51%, uno scarto di circa 2,5 mln col ‘no’ che ha vinto nelle province curde e in quelle più ‘europee’ e moderne.


Secondo un giornalista del luogo, Ertegrul Ozkoz “Questa è una non vittoria per il governo perché mostra un’erosione di voti all’interno del suo stesso elettorato. Significa che molti elettori conservatori nel segreto dell’urna hanno voltato le spalle al leader. La campagna elettorale non è stata condotta ad armi pari, eppure il vantaggio è minimo”.

L’opposizione ha sostenuto l’esistenza di brogli sul 3/4% dei voti, che sarebbero circa 2,5 milioni di voti: sufficienti a colmare lo scarto fra la vittoria o la perdita del referendum. Ma secondo il capo della commissione elettorale turca, le schede che non hanno il timbro (che sono poi quelle che vengono contestate dall’opposizione) sono valide. Le opposizioni hanno comunque annunciato il ricorso. E’ stato cruciale per la vittoria il voto dall’estero, soprattutto dall’Europa. Il sì ha superato il 60% in Austria, Belgio, Germania, Olanda. In Italia invece è stata bocciata dai turchi residenti. A Istanbul la gente è scesa in strada a protestare. Fra chi protesta, i giovani, i laici, e coloro che non vogliono che la Turchia torni ad essere un sultanato islamico.