Amatrice, il sindaco ai turisti: “Ora basta selfie fra le macerie”

Lo chiamano turismo dell’orrore, del macabro. E’ il motivo per cui tante persone oggi si dirigono verso i paesini coinvolti nei devastanti terremoti di agosto e ottobre: scattarsi foto fra le macerie, o scattare qualche fotografia a quello che resta di paesi distrutti. Come avviene ad Amatrice, dove il fenomeno del turismo del terremoto, di gente che si dirige in città solamente per farsi selfie di fronte a quei cumuli di pietre che fino a ieri erano la casa di qualcuno, è in aumento. E il sindaco ora dice basta.

“Venite a visitare le nostre montagne, il nostro ambiente, ma non fate selfie sulle macerie. Perchè le macerie della nostra terra sono anche quelle dello spirito di ciascuno di noi. Stamattina ho sorpreso e cacciato via in malo modo delle persone che si stavano fotografando accanto alle macerie” dice sconsolato il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, durante un’intervista al Tg3 nel quale denuncia il flusso di turisti del terremoto.

Se dopo i due sismi è vero che il turismo di quello che un tempo era un graziosissimo paesino è crollato, l’intenzione del sindaco è quella di non perdere la speranza. Rinnova il suo invito ai turisti: “Invito la gente a venire qui per vivere le nostre montagne che sono straordinarie. Faccio un appello affinché non veniate ad Amatrice per farvi i selfie sulle macerie, sennò un pochettino mi inc…”.