Francia, a 6 giorni dal voto aggredito un deputato del FN durante il comizio di Marine Le Pen

In Francia, in vista a sei giorni dal primo turno del voto per le presidenziali, l’atmosfera s’è fatta incandescente. Oltre alle contestazioni, però, c’è come sempre chi si dedica alla violenza. Ieri Marine Le Pen è stata contestata da alcuni teppisti, con tutta probabilità militanti dell’estrema sinistra. Addirittura il fedelissimo di Le Pen, Gilbert Collard, è stato aggredito con insulti, lanci di oggetti e addirittura con dei molotov.

Il comizio della Le Pen viene interrotta da una delle Femen, che è stata portata immediatamente via. “Ecco l’inversione totale dei valori che disturba un meeting della sola donna che difende le donne” ha commentato Marine. In ogni caso ad accogliere la Le Pen, dentro l’aula, sono in almeno 5mila persone fra le quali tanti giovani. Marine parla del vicino voto: “È giunta l’ora della scelta, una scelta storica, una scelta di civiltà. Questa elezione è un referendum: pro o contro la globalizzazione selvaggia, pro o contro la Francia. Domenica la Francia rinasce o affonda”.

E non perde occasione per ricordare che “qui siamo in Francia: nessuno può imporci leggi, usi, costumi, che non sono i nostri. Qui le donne si rispettano, non si insultano per strada, non si nascondono dietro a un velo perché ritenute impure”.
Nei sondaggi per le presidenziali, Emmanuel Macron e Marine Le Pen sono in prima fila, a combattersi per pochissimi punti percentuali. Dietro di loro Francois Fillon, che rimonta ma ancora non raggiunge i suoi avversari.