Guerra in Iraq: Trump potrebbe chiedere l’intervento dell’Italia

Il prossimo 20 aprile il Premier Paolo Gentiloni e Donald Trump si incontreranno per parlare di alcuni temi delicati di politica internazionale:  non ci sono dubbi che verrà discussa la posizione dell’Italia nel Mediterraneo ed in Libia e con ogni probabilità il governo USA chiederà al nostro paese di aumentare gli investimenti sulla difesa e sulla lotta al terrorismo e nella peggiore delle ipotesi un intervento diretto nella guerra all’Isis che si sta svolgendo in Iraq.

Il mantenimento del ruolo di controllo in Libia e nel mediterraneo è uno dei capi saldi della nostra politica estera, questo comporta il mantenimento delle truppe in quei paesi e probabilmente un rafforzamento delle stesse. Per quanto riguarda l’aumento degli investimenti, questo verrà affrontato gradualmente per non gravare eccessivamente sulle casse dello stato, dato che la richiesta dovrebbe consistere nel portare la spesa al 2% del pil e questo comporta un raddoppio delle spese attuali.

Diverso il discorso per l’intervento in Iraq, dove le nostre truppe stanziano da mesi ad Erbil a difesa della ditta italiana che si occupa della costruzione della diga di Mosul. Già durante la presidenza Obama era stato chiesto un nostro intervento diretto, ma in quel caso il governo italiano era stato in grado di spiegare la propria posizione e mantenere il suo ruolo “Neutrale” nel conflitto. Diversa la situazione attuale in cui l’aiuto delle truppe italiane potrebbe essere fondamentale per la definitiva conquista di Mosul.