“Guerra nucleare da un momento all’altro”. Ambasciatore Corea del Nord spaventa il mondo

“Una guerra nucleare potrebbe scoppiare da un momento all’altro”. E’ con questa roboante dichiarazione  dell’ambasciatore nordcoreano all’Onu, Kim In Ryong, che continua a salire la tensione internazionale attorno al possibile conflitto fra Stati Uniti ed il regime di Pyongyang.

Mentre il vicepresidente americano Mike Pence volava nella zona demilitarizzata tra le due Coree(Dmz), il botta e risposta tra l’amministrazione americana e la Corea del Nord non manca di preoccupare gli osservatori internazionali: “Condurremo altri testi missilistici su base settimanale, mensile e annuale – ha detto il viceministro  degli Esteri, Han Song-Ryol – sarà guerra a tutto campo” se gli Usa “saranno così spericolati da usare mezzi militari”.

Nessuno, al momento, è in grado di dire quale piega potrebbero assumere queste minacce nelle prossime settimane. Ciò che è certo, è che tutti i maggiori interlocutori politici sono in fibrillazione per cercare di scongiurare un possibile deterioramento delle relazioni. La Cina, di fronte a una “situazione molto delicata e pericolosa” è intenzionata a “tornare al tavolo negoziale e a risolvere i problemi con mezzi pacifici”. Il dialogo multilaterale, in stallo dal dicembre 2008, sembra essere l’opzione prediletta da Pechino.

Anche la Russia ha fatto sentire la propria voce. Il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, in conferenza stampa a Mosca, ha affermato che, pur non accettando “le spericolate iniziative missilistiche di Pyongyang che violano le risoluzioni Onu”, auspica “che non ci siano iniziative unilaterali come quella vista di recente in Siria” da parte degli Stati Uniti.

Intanto, anche il premier giapponese, Shinzo Abe, parlando davanti alla Commissione parlamentare della Dieta, ha cercato di stemperare i toni: “Malgrado Pyongyang abbia scelto di mostrare i muscoli e il proprio arsenale militare- ha dichiarato-, è importante continuare a proteggere la pace tramite gli sforzi diplomatici e aumentare le sollecitazioni per un maggior dialogo”.

L’ultima parola, per il momento, viene proprio dal vicepresidente Pence. Dopo aver deciso di anticipare il dispiego dello scudo antimissile Thaad, d’accordo con la Corea del Sud, il numero due dell’amministrazione americana ha avvertito: “Spero che sia ancora possibile una soluzione pacifica. Pyongyang deve comportarsi bene. L’ora della pazienza strategica è finita”.

Giuseppe Caretta