Morte Prince: nella sua casa trovate più di 100 pillole di oppiacei

Il 21 aprile 2016 moriva, nella sua casa di Paisley Park, Minnesota, il re del pop conosciuto col nome d’arte di Prince. A distanza di quasi un anno, la polizia ha pubblicato ben 11 mandati di perquisizione eseguiti nella residenza dell’artista dal giorno del decesso sino allo scorso settembre.

E ciò che emerge dai verbali è che gli investigatori hanno trovato più di 100 pillole di oppiacei sparpagliate all’interno dell’abitazione. Molte di queste erano composte da una combinazione di acetaminofene (paracetamolo) e idrocodone (antidolorifico oppiaceo), ma alcune, come risulta dai verbali, erano composte da fentanyl, un tipo di oppiaceo particolarmente potente, i cui effetti sembrerebbero essere 50 volte più forti dell’eroina e 100 volte più forti della morfina. Inoltre, questo tipo particolare di medicinali sono in grado di creare dipendenza.

Ed è proprio attorno all’abuso di medicinali da parte dell’artista, che stanno ruotando le indagini della polizia. Il suo medico di Minneapolis, Michael Schulenberg, è stato ascoltato a lungo come persona informata sui fatti. Allo stesso modo è stato convocato anche il capo delle guardie del corpo del cantante, Kirk Jhonson. Su di lui pesa un precedente: durante le prime fasi delle indagini, disse alla polizia di non sapere che Prince abusasse di medicinali, mentre successivi accertamenti hanno fatto emergere come Schulenberg fosse solito prescrivere gli oppiacei a nome di Jhonson. Ciò, spiegò lo stesso, per tentare di tutelare la privacy del cantante.

Il fentanyl è proprio il medicinale che ha causato l’overdose dei Prince.

Giuseppe Caretta