Strage di civili nello Yemen: numerose vittime dall’utilizzo di mine anti-uomo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:03

Una guerra civile che perdura oramai da quasi trent’anni affligge lo Yemen che, dopo la tirannia del dittatore Saleh, nel 2012 porta al potere l’ex vice di Saleh, Mansur Hadi, per poi scatenarsi un colpo di Stato da parte degli Huthi, un gruppo armato sciita che ha avuto l’appoggio del governo iraniano.

Qualche mese più tardi entrerà a far parte del conflitto anche l’Arabia Saudita che formerà un blocco navale che in seguito sfocerà in una serie di bombardamenti.

In questo momento lo Yemen è terreno di stragi in cui oltre il 68% della popolazione riversa in condizioni di bisogno umanitario, come affermano la Croce Rossa e Human Rights Watch, che viene conteso tra le due grandi potenze mediorientali; Iran e Arabia saudita.

L’organizzazione Human Right Watch afferma che sono centinaia le vittime dall’utilizzo di mine anti-uomo utilizzate dagli Houthi, una forza militare ancora fedele all’ex presidente Saleh, che impediscono il ritorno di migliaia di sfollati in cerca di riparo dalle stragi della guerra.

Gli Stati Uniti d’America, sotto controllo dell’ONU, affermano che sono in via di sviluppo delle direttive per favorire i negoziati di pace fra le nazioni, da qui le parole del Capo del Pentagono: “Il nostro obiettivo è definire una equipe di negoziatori che possa cercare una soluzione politica al conflitto il piu’ in fretta possibile. Vogliamo fermare il lancio di missili di fabbricazione iraniana sull’Arabia Saudita e la morte di civili yemeniti innocenti”

Mario Barba