Bucarest: due italiani rapinano una gioielleria e vengono arrestati

Si può credere che si tratti di un paradosso, ma è il semplice palesamento di una verità troppe volte sommersa dal cieco odio razziale. Sono  due le reazioni che si possono incontrare leggendo i commenti alla notizia che poco fa ha condiviso ‘Ansa.it‘ riguardante i due giovani italiani che hanno orchestrato e portato a termine una rapina ad una gioielleria nel quartiere 2 di Bucarest (Romania): la prima è quella di inguaribili razzisti che continuano ad urlare alla bufala sostenendo che i criminali vengono a stare solo in Italia ed appartengono sopratutto ai paesi dell’est, la seconda è quella di persone assennate che fanno notare come la criminalità è frutto di varie ragioni che possono scaturire in diversi contesti sociali ed inglobare qualsiasi tipo di persona, o che esprimo con sarcasmo i loro dissenso alla campagna denigratoria che viene fatta in Italia contro gli immigrati.

Con questo commento non si vuole creare delle categorie o sostenere che non ci sia criminalità portata anche (e non solo) in Italia dagli immigrati, ma che le situazioni che conducono a delinquere non sono genetiche ne razziali e che è semplicistico se non superficiale attribuire un etichetta ad una persona solo perché giunge da un determinato paese. Ci sono rumeni che lavorano duramente in molti locali dove noi andiamo a mangiare, come ci sono tantissimi italiani che fanno la medesima cosa in Francia, Inghilterra e Germania (per citare i tre paese con maggiore presenza italiana) e che si sentono trattati come rifiuti, ladri e mafiosi dai locali che soffrono della medesima tara genetica di chi ha gli occhi chiusi dal razzismo in Italia.

Tornando alla notizia i due ragazzi (di 20 e 23 anni) hanno rapinato un negozio d’armi e poi la gioielleria, la polizia della capitale rumena ha collegato i due crimini ed è risalita ai rapinatori che adesso sono rinchiusi in carcere. Non è stata resa nota invece l’identità dei due rapinatori, probabilmente per questioni di privacy.