Sentenza della corte di cassazione, richiesta di divorzio accettata per messaggio hot sul cellulare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:32

Una sentenza della Corte di Cassazione di Roma del 30 Marzo ha stabilito che basterebbe soltanto un SMS o un messaggio privato su Whatsapp per dimostrare la violazione dall’obbligo di fedeltà in quanto, sarebbe la prova della responsabilità della fine del matrimonio per “intollerabilità della convivenza”.

Questa tipo di sentenza non è la prima volta che viene enunciata, infatti, anche il tribunale di Torino, mesi addietro, aveva stabilito che la produzione in causa di un sms altrui può fondare la prova per dimostrare l’ infedeltà e la relazione parallela del coniuge.

Nonostante le leggi vigenti sulla privacy, queste decadono quando si convive sotto lo stesso tetto o si è vincolati dal matrimonio; così un cellulare lasciato incustodito potrebbe mettere fine ad un matrimonio con conseguente addebito da parte del coniuge traditore in quanto non è considerato reato leggere i messaggi del partner se esso stesso non si premura a renderli occultabili attraverso “una specifica attenzione nel predisporre idonei accorgimenti alla lettura dei messaggi a contenuto personale, resi facilmente leggibili su un telefono lasciato incustodito in uno spazio comune“.

Ovviamente bisogna dimostrare l’ esistenza effettiva dell’ sms incriminato sul cellulare del coniuge con il suo relativo testo, ad esempio scattando una foto allo stesso oppure, ancor meglio, inoltrarlo ad altre persone in modo che possano essere chiamate a testimoniare.

Nella sentenza in oggetto la Cassazione ha inoltre addebitato al coniuge incriminato la pena della menzogna e il delitto di sostituzione di persona, condannandolo anche per reati di falso “per aver procurato a sé o ad altri un vantaggio e recato ad altri un danno“, in quanto l’ uomo, fingendosi scapolo, ha indotto in inganno anche l’amante, pronta a sposarlo.

Mario Barba