Egitto, Papa Francesco: “C’è bisogno di costruttori di pace, non di provocatori di conflitti”

Papa Francesco è arrivato in Egitto con un messaggio di pace e fratellanza nei confronti del popolo egiziano che sia esso di fede cattolica copta o musulmana. Arrivato alle 14:00 in punto all’aeroporto del Cairo, il Pontefice è stato accolto da Sherif Ismail, il premier egiziano, dal Patriarca della Chiesa Copta Abramo Isacco Sidrak e da una suora accompagnata da un bambino, attorno a loro una folla festante che spiccava con i suoi cartelli di benvenuto persino in mezzo all’ingente spiegamento di forze militari, allestite per garantirne la sicurezza del Santo Padre in una terra spesso macchiata dall’odio religioso.

Alla breve accoglienza a cui è seguita la visita al palazzo presidenziale Ittihadiya dove il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi lo attendeva per discutere di questioni importanti come la verità sulla sorte di Giulio Regeni che tanto disperatamente cercano i suoi genitori. Infine è stato il momento di fare visita ad Al-Azhar, il più importante degli atenei sunniti, dove ha potuto riabbracciare l’Imam Ahmed Al Tayyib, gesto simbolico di importanza epocale che sancisce la comunione d’intenti dei due leader religiosi verso la pace tra i loro due popoli.

Proprio di Pace ha parlato Papa Francesco che ha dimostrato di avere un idea chiara su quali siano le priorità da affrontare per giungere ad un simile risultato, come riportato da ‘Repubblica‘: “E’ necessario  adoperarsi per rimuovere le situazioni di povertà e di sfruttamento, dove gli estremismi più facilmente attecchiscono, e bloccare i flussi di denaro e di armi verso chi fomenta la violenza. Ancora più alla radice, è necessario arrestare la proliferazione di armi che, se vengono prodotte e commerciate, prima o poi verranno pure utilizzate. Solo rendendo trasparenti le torbide manovre che alimentano il cancro della guerra se ne possono prevenire le cause rea”. Un invito che il Pontefice rivolge a tutte le nazioni del mondo ma anche ai membri delle istituzioni globali e ai rappresentanti dei media.