Terremoto del centro Italia, circa un migliaio di sfollati ad Ancona dovranno cambiare strutture alberghiere

 

 

 

 

 

 

 

A quasi nove mesi dal disastroso terremoto di magnitudo 6.0 che ha devastato il cuore dell’Italia e che ha raso al suolo centri come Amatrice ed Accumoli, si è purtroppo ancora ben lontani dal riuscire a dare un aiuto più concreto a tutte le migliaia di persone che hanno perso la loro casa, i loro beni e, nella peggiore delle ipotesi, anche qualche persona cara. La Protezione Civile ha diramato una disposizione che interessa circa un migliaio di sfollati che dovranno abbandonare tre strutture alberghiere e camping di Ancona nei quali si trovano attualmente e presentarsi nelle nuove strutture di accoglienza. Per far questo avranno tempo da domani fino al 15 maggio prossimo.

Francesco Pastorella, presidente del comitato “La terra trema noi no”, si è fatto portavoce di questo disagio, spiegando come le nuove disposizioni che dovrebbero venire in aiuto delle persone sfollate in realtà siano solo dei provvedimenti deleteri, presi senza alcuna cognizione di causa e senza tener conto delle esigenze anche psicologiche delle famiglie. Alcuni sfollati saranno ospitati in strutture che distano 30 km da Ancona, e questo significa costringere chi lavora ad esempio nel centro di Pieve Torina a coprire una distanza maggiore di 100 km giornalieri. Non soltanto: molte famiglie saranno costrette a separarsi, e molti portatori di handicap saranno allontanati dai loro cari che se ne prendono cura.

La protesta di questa gente è composta. Nessuno ha intenzione di inscenare atti eclatanti ma tutti sono arrabbiati e sperano che la cosa abbia comunicazione pubblica. Intanto, in merito alla questione  è stata sollecitata la Regione e si stanno muovendo anche i Sindaci di Ussita e Pieve Torina.

Maria Mento