Guerra in Siria: Russia firma per no-fly zone. Usa: “Confermato bombardamento accidentale moschea”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:21

Gli Stati Uniti attraversano una brutta congiuntura, nel loro impegno sul suolo siriano. Dopo le polemiche delle scorse settimane suscitate dal bombardamento di una moschea nei pressi di Aleppo, adesso è la volta della stretta politica. La Russia ha infatti proposto- ma la sua proposta appare più come una decisione- di attivare una sorta di no-fly zone attorno alle “zone cuscinetto” che Mosca ritiene strategiche per la de-escalation del conflitto.

Per ciò che riguarda il bombardamento della moschea avvenuto lo scorso 16 marzo, c’è da considerare come, in un primo momento, i vertici militari americani avessero smentito le voci che circolavano sul target da loro colpito. Nonostante l’immediata circolazione in rete di immagini e video che testimoniavano l’uccisione di civili durante quella che era un’ordinaria preghiera della sera, il Pentagono ha lasciato passare decine di giorni prima di ammettere, timidamente, che quello raso al suolo non era affatto un covo di capi jihadisti, come affermato in principio, ma un luogo di preghiera nel quale erano convenute decine di fedeli. Il bilancio parla di 40 vittime e circa un centinaio di feriti. La moschea di Sayidina Omar ibn al-Khattab, ubicata nella zona nord-est del Paese, a pochi chilometri da Aleppo, è stata completamente rasa al suolo dai bombardamenti.

Differente è, invece, la questione politica. Dopo l’incontro di due giorni fa con il presidente turco Erdogan, Vladimir Putin sta tentando di riprendere in mano le redini del conflitto. Complice, con ogni probabilità, anche la sterzata interventista di Donald Trump,  il capo del Cremlino non si è lasciato sfuggire l’occasione di ribadire la guida russa della coalizione internazionale. Nel memorandum firmato ad Astana, e sottoscritto da Iran e Turchia, si prevede la creazione di quattro “zone sicure” nelle provincie di Iblib, Latakia, Homs e nei pressi di Aleppo. Una mossa che le Nazioni Unite hanno accolto favorevolmente, con buona pace dell’amministrazione americana.

Giuseppe Caretta

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