L’alpinista precipita nel vuoto e muore. Sulla sua bara, il suo cane sfinito dal dolore

Foto di Armando Di Antonio

Non si è arreso alla morte del suo padrone, il cagnolino di Enrico Faiani, uno dei due alpinisti che purtroppo domenica sono morti mentre compivano l’ascesa del monte Brancastello, in provincia di Teramo.
Enrico, fabbro di 60 anni, è morto assieme al suo amico alpinista Francesco Carta, di 45 anni, nell’escursione che avevano programmato domenica mattina. I due alpinisti sono precipitati per 400 metri, probabilmente traditi dal ghiaccio, altri tre loro amici sono riusciti a salvarsi.

Ieri si sono tenuti i funerali dei due amici alpinisti, alla presenza delle intere comunità di Cermignano e Castelli, che hanno dato l’ultimo saluto ai loro compaesani, conosciuti e molto apprezzati in paese. Dopo l’Ave Maria cantata in coro dagli alpini, che hanno accompagnato la bara di Enrico Faiani, il cagnolino Milo è rimasto vicino al padrone. Il cane di Enrico non ha mai abbandonato un attimo la bara, e la sua sofferenza per la morte del padrone, come quella di tutti i presenti, era concretamente palpabile.

Nella foto scattata da Armando Di Antonio, è toccante l’immagine del cagnolino che si appoggia sulla bara, come ad esprimere tutta la sua sofferenza per una perdita che è distruttiva. I parenti e gli amici delle vittime, dopo la camera ardente, hanno salutato i loro Enrico e Francesco per l’ultima volta prima di accompagnarli nell’ultimo viaggio insieme.