Catania, la nave Moas arriva in porto con 394 migranti: “Un bambino ucciso dagli scafisti per un cappellino”

E’ stato ucciso a colpi di pistola, il piccolo migrante di appena 10 anni che si trovava a bordo della nave Phoenix arrivata stamani al porto di Catania. Una vicenda straziante, che riporta in primo piano il dramma umano che si cela dietro quella che passa alle cronache come l’emergenza migranti con la quale l’Europa è costretta ormai a fare i conti.

A bordo dell’imbarcazione si trovavano altre 394 persone, che in queste ore ricevono le cure del caso e sono assistite dalla Ong Moas, finita al centro delle polemiche di questi giorni per sospette connivenze con la malavita organizzata. Ed è proprio Regina Catambrone, una delle fondatrici della Ong, a raccontare i particolari più raccapriccianti della vicenda. Il ragazzo, infatti, sarebbe stato ucciso “a colpi di pistola perchè non ha voluto dare il suo cappellino da baseball ad un trafficante.” Sul corpo della piccola vittima, segni evidenti di proiettili.

Intanto, proprio Catambrone ha avanzato la richiesta di avere un colloquio con il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, che per primo aveva denunciato possibili infiltrazioni mafiose all’interno delle Ong che si occupano di accoglienza dei migranti. Sulla Phoenix sono intervenuti i necrofori, che hanno prelevato il corpo del giovane.