Droga in Parlamento, trovata cocaina nei bagni della Camera

Sta scatenando un mare di polemiche il servizio pubblicato stamane dal “Fatto Quotidiano” che ha lanciato il suo nuovo magazine mensile, Millennium. Thomas Mackinson, un giornalista della testata diretta da Peter Gomez, si è infatti introdotto nei bagni di Montecitorio armato di telecamera e salviette impregnate di reagente capace di rilevare tracce di cocaina.

Mackinson ha fatto il suo sopralluogo lo scorso 29 marzo, giorno in cui c’erano delle votazioni. Una volta dentro i bagni, il giornalista ha diviso la sua azione in due fasi: la mattina non è riuscito a rilevare nulla, ma dopo qualche ora le salviette hanno reagito positivamente, ovvero si sono tinte di blu. Per farla breve, c’era traccia di cocaina dentro i bagni di Montecitorio.

Una rivelazione che, in realtà, non lascia troppo stupiti. Basti pensare al polverone sollevato dalle “Iene”, che nel 2006 riuscirono con l’inganno a prelevare campione dalla fronte di molti deputati.  Su cinquanta, ben 16 risultarono positivi, dodici alla cannabis e quattro alla cocaina: chiaramente rimasero tutti anonimi.

In seguito ci fu anche il test volontario promosso nel novembre 2009 da Carlo Giovanardi, sottosegretario alle politiche antidroga, da sempre fermo sostenitore delle politiche proibizioniste. Lo fecero in 232, e anche in quel caso in molti preferirono restare anonimi.