Steven Seagal bandito dall’Ucraina. Kiev: “E’ stato in Crimea ed è amico di Putin”

L’attore americano Steven Seagal, è stato formalmente bandito dal suolo ucraino per un tempo non inferiore ai cinque anni. A renderlo noto sono direttamente i servizi di sicurezza ucraini (Sbu), i quali danno conferma della notizia tramite la stampa nazionale.

Motivo della misura di restrizione è il lampante rapporto privilegiato che la star di Hollywood non ha mai nascosto di avere con il presidente russo Vladimi Putin il quale, lo scorso novembre, ha addirittura consegnato il passaporto del suo Paese nelle mani dell’attore. Oltre a ciò, sostengono sempre le autorità di Kiev, Seagal si sarebbe esibito in favore dei filorussi dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk in uno spettacolo avuto luogo a Sebastopoli, nel sud-est ucraino. Troppo, per non indurre l’Ucraina ad una contromisura.

Da parte sua, intervistato sull’argomento, Seagal  non ha mai nascosto la sua personale stima nei confronti del capo del Cremlino: “E’ uno dei maggiori leader mondiali viventi- ha detto con trasporto-. Lo considero mio amico e vorrei considerarlo mio fratello”.

Nell’albero genealogico della famiglia Seagal, c’è da constatare la presenza di un ceppo d’origine russa che forse potrebbe spiegare le particolari simpatie dell’attore per Putin (i nonni paterni erano ebrei russi), ma ciò non toglie che, oltre all’influsso di Mosca,  egli paia risentire anche di quelle per altri leader non molto graditi dalla politica occidentale. Lo scorso agosto, infatti, il protagonista di “Sfida tra i ghiacci” e “Programmato per uccidere” si è recato in Bielorussia per rendere i suoi omaggi al controverso leader Aleksandr Lukashenko, da tempo sotto osservazione a causa dell’approccio non propriamente ‘gentile’ che utilizzerebbe nei confronti dei suoi oppositori politici. In quell’occasione Seagal si è lasciato immortalare nel palazzo residenziale in compagnie del leader. Un’altra presa di posizione che, evidentemente, Kiev non ha gradito.