8 Maggio 2017: si festeggia San Vittore il Moro

L’8 Maggio la Chiesa Cattolica celebra la memoria liturgica di San Vittore martire, detto il Moro.

Originario della Mauritania, Vittore era un soldato romano di stanza a Milano, insieme a Nabore e Felice, all’epoca dell’imperatore Massimiano.

Le notizie sul suo conto ci provengono in particolare da un inno attribuito a Sant’Ambrogio, “Victor, Nabor, Felix pii”, e da alcuni Atti risalenti all’VIII secolo.

Vittore, Nabore e Felice erano dunque soldati romani al servizio dell’imperatore il quale, quando impose loro di decidere tra il loro signore e Dio, questi scelsero l’ultimo.

Vittore fu arrestato e, dopo sei giorni di carcere senza acqua né cibo, condotto al Circo (presso l’attuale Porta Ticinese a Milano), al cospetto di Massimiano Erculeo il quale lo sottopose ad atroci supplizi.

Riportato in carcere, Vittore venne ancora torturato: gli fu versato piombo fuso nelle piaghe, ma egli resistette, anzi, riuscì persino ad evadere e a rifugiarsi presso l’attuale Porta Vercellina.

Scoperto, fu trascinato in un bosco nei pressi di Lodi Vecchio e decapitato, l’8 Maggio dell’anno 303.

Si narra che il suo corpo fosse rimasto insepolto per una settimana, ma il vescovo San Materno lo ritrovò ancora intatto e lo fece seppellire in un una cappella finemente ornata.

Gli venne quindi edificata una tomba sontuosa, accanto alla quale Sant’Ambrogio volle far seppellire suo fratello Satiro.

San Vittore è invocato quale protettore degli esuli e dei prigionieri; non a caso dà il nome al famoso penitenziario meneghino.

MDM