L’esercito delle Filippine muove le sue truppe per rivendicare l’isola di Thitu

Secondo le parole di un generale dell’esercito filippino, le Filippine hanno iniziato a muovere alcune truppe ed attrezzature verso un’isola che si trova nel Mar Cinese Meridionale, rivendicata sia da Manila (capitale delle Filippine) che da Pechino, includendo anche il progetto di allungamento della pista d’atterraggio sull’isola in questione.

Le truppe e le forniture iniziali sono giunte sull’isola di Pag-asa la scorsa settimana, ha dichiarato il procuratore generale Raul del Rosario, capo del comando occidentale militare della Filippine. Secondo il funzionario inoltre, sono stati stanziati circa 1,6 miliardi di pesos (32 milioni di dollari) per nuove costruzioni sull’isola, che prevedono il rinforzo e l’allungamento della pista d’atterraggio e la fortificazione del bacino. Energia solare, un impianto di dissalazione e la ristrutturazione di alloggi militari, nonché siti per la ricerca marina e per i turisti, dovranno essere costruiti sull’isola.

All’inizio di questo mese, l’ambasciatore cinese Zhao Jianhua ha avvertito che qualsiasi costruzione sull’isola, conosciuta a livello internazionale come Thitu, sarebbe stata ritenuta illegale: “Vediamo l’occupazione da parte filippina di queste isole come illegale. Così come ogni edificio costruito su di esse”.

Il Dipartimento degli Affari Esteri delle Filippine non dà peso alle dichiarazioni di Zhao, affermando che l’isola e la municipalità Kalayaan Island sono “un comune di Palawan”, una provincia delle Filippine.

Pag-asa è la seconda isola più grande dell’arcipelago Spratly, rivendicvata anche da Taiwan e Vietnam.

Mario Barba