Cina, l’ambizioso progetto infrastrutturale di Xi Jimping è il sogno di molti imprenditori cinesi

 

 

 

 

 

 

 

Il confronto è di quelli importanti: l’ambizioso progetto economico e infrastrutturale immaginato dal Presidente cinese Xi Jimping paragonato al Piano Marshall degli americani. Xi Jimping ha immaginato una Cina che possa tornare grande, nel futuro, attraverso una vera e propria rivoluzione urbanistica e infrastrutturale che dovrebbe prendere vita negli anni avvenire. Il tentativo sarà quello di realizzare, soprattutto, un corridoio di infrastrutture che possa portare allo sfruttamento delle risorse delle regioni più occidentali della Cina e di giungere alla costa araba del Pakistan. Soluzione che metterebbe d’accordo anche Islamabad, e che i maggiori leaders delle nazioni più influenti al mondo (tra cui il russo Vladimir Putin) si ritroveranno ad esaminare a Pechino nel corso di questo fine settimana. Il progetto, che prevede lo stanziamento di circa 150 miliardi di dollari, finanzierà la costruzione di infrastrutture in tutti quei paesi limitrofi (e quindi non solo in Cina) che sosterranno l’iniziativa di Xi Jimping.

Una delle piccole cittadine che sta risentendo di questa corsa cinese all’ammodernamento è Tashkurgan, capoluogo della Provincia Autonoma Tagica di Tashkurgan. Si tratta di  un piccolo centro cinese che ha sempre vissuto di commercio di pecore, lana e derivati, destinati soprattutto alla produzione di tappeti. È una cittadina che si trova in una regione posta al confine tra Afghanistan, Pakistan e Tagikistan, in un punto davvero strategico: era una delle tappe obbligate per chi percorreva la Via della Seta. Qui una cordata di imprenditori si sta dando da fare per cercare di trarre il massimo della potenzialità offerta dal luogo, nonostante il rischio di perdere la memoria dei luoghi e le loro tradizioni sia davvero forte e sia, in realtà, un processo che si è già messo in moto.

Maria Mento