Truffa sui fondi pubblici per le vittime di usura: in manette presidentessa dell’antiracket di Lecce

Dopo l’inchiesta della guardia di finanza su presunti illeciti nelle attività dello sportello antiracket di Lecce, sono scattate le manette per il presidente dell’associazione, Maria Antonietta Gualtieri, e di Pasquale Gorgoni, funzionario dell’ufficio patrimonio comunale, già coinvolto in un’inchiesta che concerneva l’assegnazione delle case popolari a Lecce.

Il gip Giovanni Gallo ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare. Le ipotesi di reato per i due sono di corruzione d i truffa; secondo una prima ricostruzione, la Gualteri sarebbe stata a capo di un sodalizio criminale. Avrebbe, nel corso del 2012, stipulato convenzioni col Viminale allo scopo di aprire tre sportelli antiracket a Lecce, Taranto, Brindisi. In realtà, come le indagini in questo periodo hanno dimostrato, i tre sportelli non operavano affatto, ma recepivano tranquillamente i fondi pubblici destinati alle vittime di usura e di racket.

Le fatture, i documenti che testimoniavano le spese del personale impiegato, erano tutte false, in realtà niente, neppure viaggi e trasferte all’estero erano state effettuate. Inoltre c’è il sospetto di collusione fra l’amministrazione comunale di Lecce e lo sportello inesistente. Gorgoni, per esempio, aveva insistito perché si finanziassero da parte del comune alcuni lavori di ristrutturazione uffici dello sportello antiracket di Lecce e di Brindisi.