Truffa sui fondi pubblici per le vittime di usura: in manette presidentessa dell’antiracket di Lecce

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:31

Dopo l’inchiesta della guardia di finanza su presunti illeciti nelle attività dello sportello antiracket di Lecce, sono scattate le manette per il presidente dell’associazione, Maria Antonietta Gualtieri, e di Pasquale Gorgoni, funzionario dell’ufficio patrimonio comunale, già coinvolto in un’inchiesta che concerneva l’assegnazione delle case popolari a Lecce.

Il gip Giovanni Gallo ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare. Le ipotesi di reato per i due sono di corruzione d i truffa; secondo una prima ricostruzione, la Gualteri sarebbe stata a capo di un sodalizio criminale. Avrebbe, nel corso del 2012, stipulato convenzioni col Viminale allo scopo di aprire tre sportelli antiracket a Lecce, Taranto, Brindisi. In realtà, come le indagini in questo periodo hanno dimostrato, i tre sportelli non operavano affatto, ma recepivano tranquillamente i fondi pubblici destinati alle vittime di usura e di racket.

Le fatture, i documenti che testimoniavano le spese del personale impiegato, erano tutte false, in realtà niente, neppure viaggi e trasferte all’estero erano state effettuate. Inoltre c’è il sospetto di collusione fra l’amministrazione comunale di Lecce e lo sportello inesistente. Gorgoni, per esempio, aveva insistito perché si finanziassero da parte del comune alcuni lavori di ristrutturazione uffici dello sportello antiracket di Lecce e di Brindisi.

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