Uccise un migrante, ultrà della Fermana rimesso in libertà

Buona condotta in carcere. Questi i motivi che hanno spinto il Gip del Tribunale di Fermo a procedere al rilascio di Amedeo Mancini, l’ultrà della Fermana accusato dell’omicidio di Emmanuel Chidi Nnamdi.

Mancini era stato arrestato dopo aver picchiato e ucciso a Fermo il 36enne nigeriano, che era intervenuto in seguito a delle offese razziste rivolte alla compagna di Nnamdi dallo stesso Mancini. In particolare, l’ultrà della Fermana si era rivolto con l’epiteto di ‘scimmia’ nei confronti della compagna del nigeriano. A quel punto, Emmanuel Chidi Nnamdi reagisce e stacca un paletto della segnaletica dall’asfalto. Dalla colluttazione il nigeriano ha la peggio e finisce in coma: morirà in ospedale qualche giorno dopo.

Il Gip Maria Grazia Leopardi ha ora rimesso in libertà l’assassino: a pesare sulla scelta del giudice la buona condotta tenuta dal Mancini in carcere.

L’ultrà della Fermana aveva dapprima patteggiato 4 anni di reclusione: in seguito, a ottobre 2016, gli erano stati assegnati gli arresti domiciliari.

A Mancini nella sentenza di condanna era stata riconosciuta l’aggravante razziale, ma anche l’attenuante della provocazione. “Attenderà libero il 28 novembre il verdetto della Cassazione” hanno detto i suoi avvocati Francesco De Minicis e Savino Piattoni. Una decisione, quella del gip Leopardi, che farà certamente discutere.