Imam saudita invita la FIFA a vietare il segno della croce, il tweet scatena polemiche

Imam saudita

Proibire il segno della croce che tanti giocatori fanno sui campi da calcio prima dell’inizio del match, prima di azioni importanti come calci di rigore o durante i festeggiamenti per una rete segnata. E’ la richiesta di Mohammed Al-arefe, teologo saudita ed imam della moschea dell’accademia “Re Fahd” e della Marina Saudita fatta attraverso il suo profilo Twitter, che vanta 17,5 milioni di follower; in un tweet si è infatti rivolto alla Federazione internazionale di calcio, la FIFA, chiedendo che venga impedito ai giocatori di farsi il segno della croce sul campo. “Ho visto clip video di atleti, giocatori di calcio, che mentre corrono, tirano o quando vincono, si fanno il segno della croce sul petto e la mia richiesta è che le regole della FIFA vietino questo gesto”, ha scritto nel tweet letto da milioni di persone. Giocatori e tifosi hanno però replicato sottolineando l’ipocrisia intrinseca nella dichiarazione di Al-arefe: “anche i giocatori musulmani – ha scritto un utente per tutta risposta – festeggiano a loro modo, la FIFA ci unisce”.

 

Un altro utente ha replicato sottolineando che lo sport è un grande unificatore e che non dovrebbe essere viziato da divieti come quello richiesto dall’imam: “anche i musulmani – ha spiegato – si inchinano per celebrare la vittoria, dov’è il problema?”. E ancora ci è chi ha ricordato che l’Isis proibisce di fare il segno della croce, aggiungendo ironicamente che “quando Baghdadi diventerà presidente della FIFA potrei considerarlo”. Nonostante l’altissimo numero di follower di Al-arefe è improbabile che le sue parole possano influenzare la dirifenza della FIFA anche se il simbolismo religioso è un tema già affrontato, negli scorsi mesi, nel mondo del calcio, quando i campioni del Real Madrid hanno accettato di togliere la croce dal loro merchandising ufficiale venduto in sei nazioni del Medio Oriente.

Daniele Orlandi