Il padre della ragazza uccisa dalle Bestie di Satana: “Ecco perché perdono la sua assassina”

La storia di Silvio Pezzotta spezza il cuore. È la storia di un uomo che il 24 gennaio del 2004 ha perso in maniera orribile sua figlia di soli 27 anni, Mariangela, uccida dalla setta delle Bestie di Satana. Quel giorno a Golasecca a uccidere a colpi di pistola Mariangela fu l’ex fidanzato, Andrea Volpe, assieme a Nicola Sapone ed alla giovanissima fidanzata di Volpe, allora 18enne, Elisabetta Ballarin. La Ballarin venne condannata per quell’omicidio a 23 anni di carcere.

Oggi, a quasi 32 anni, Elisabetta è stata messa in prova fuori dal carcere, si è laureata con 110 e lode, e sta ricominciando una vita. E il merito è anche del padre di quella ragazza che ha contribuito ad uccidere; Silvio Pezzotta ha accettato di incontrare la ragazza più volte, di parlarci. Di perdonarla.
Lui sostiene: “Io non ho meriti. Ho solo dato una mano a una persona che ne aveva bisogno. L’ho fatto nel nome di mia figlia”. Ma la sua storia ha dell’incredibile. “Semplicemente avevo capito che non c’era solo del male ma si poteva tirare fuori anche del bene. Non va lasciato niente di intentato” risponde Pezzotta ai giornalisti de Il Giorno.

È stato decisivo l’atteggiamento di Betty (la Ballarin, ndr). Ha afferrato con i denti questa opportunità. Ci ha creduto. Merito dei tanti che l’hanno accettata per quella che è, senza cercare il perché. Una cosa bellissima”. “Non si deve puntare il dito, continuare a dire, ‘guarda, quella lì è quella che …’. No. Adesso è la dottoressa Elisabetta Ballarin. Punto e a capo. È una persona matura, molto matura. Un giorno dopo l’altro ha riconquistato un pezzetto di terreno, di strada. La mia felicità è questa. Sono felice che il giudice abbia compreso quello che è oggi la ragazza” continua il signor Pezzotta.
Di persone che hanno superato il dolore in questo modo, di esempi di perdono e non di vendetta: di questo oggi il mondo ha bisogno.