La ‘ndrangheta mette le mani sui centri di accoglienza migranti: 68 arresti a Isola, anche un parroco

Il centro di accoglienza per i migranti richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto, il ‘Sant’Anna’, aveva subito infiltrazioni mafiose da parte dei clan della ‘ndrangheta. Dopo questa accusa, è scattato il fermo di 68 persone fra cui il governatore della ‘Fraternità di Misericordia’, l’ente che gestisce il centro. Nella più grande struttura per migranti d’Europa, con 5 ettari di superficie, la ‘ndrangheta gestiva i contratti d’appalto e le forniture per i 1500 migranti ospitati. L’ennesima prova che dietro il sistema di accoglienza si può infiltrare la mafia, con tutte le sue nquietanti conseguenze.

100 milioni di euro sarebbero stati affidati alla struttura, 30 milioni sono stati dirottati al clan. Sono scattati anche i sequestri di appartamenti e di macchine di lusso. Il clan della ‘ndrangheta aveva anche un ‘volto pulito’, Sacco, al quale si era affidata la cosca di Arena, il cui capo si trova in carcere col 41 bis.

L’affare di accoglienza era da 12 milioni di euro. Leonardo Sacco aveva stretto accordi col parroco di Isola, don Edoardo Scordio. La ‘ndrangheta aveva messo le mani anche sull’accoglienza dei migranti a Lampedusa, che valeva 4 milioni di euro d’appalti. Il lato oscuro dell’accoglienza sul quale Zuccaro e altri procuratori oggi vogliono vedere chiaro.