CONSIP, la telefonata di Renzi al padre: “Mi raccomando, non dire bugie ai magistrati”

Alla vigilia dell’interrogatorio di Tiziano Renzi per la vicenda Consip, il figlio ed ex premier Matteo chiamò il padre al telefono per chiedergli di dire tutta la verità sul caso. Nella telefonata del 2 marzo, Renzi jr dice al padre: “Devi dire nomi e cognomi” (ai magistrati) e poi chiedendo al padre in maniera esplicita: “È vero che hai fatto una cena con Romeo?”. La risposta di Tiziano Renzi è vaga, talmente vaga da non convincere il figlio. “Non me lo ricordo” e “Matteo ascolta: io non ho mai incontrato Romeo. Fidati”.

Non ti credo e devi immaginarti cosa può pensare il magistrato. Non è credibile che non ricordi di avere incontrato uno come Romeo, noto a tutti e legato a Rutelli e Bocchino” dice Renzi jr. “Babbo, devi dire tutta la verità ai magistrati”. E rincara suggerendo la strategia: “Non puoi dire bugie o non mi ricordo e devi ricordarti che non è un gioco” dice ancora Matteo Renzi al padre nel corso della conversazione.

“Io non voglio essere preso in giro e tu devi dire la verità in quanto in passato la verità non l’hai detta a Luca (Lotti, ndr) e non farmi aggiungere altro. Devi dire se hai incontrato Romeo una o più volte e devi riferire tutto quello che vi siete detti”. La risposta di Tiziano Renzi è questa: “Se non me lo ricordo non posso farci nulla”.