Nasce Black Crows, la prima serie che mostra le condizioni di vita sotto l’Isis

La vita che sono costretti ad affrontare i popoli arabi sotto il regime totalitario dello Stato Islamico diventerà presto di pubblico dominio grazie alla produzione di una serie tv drammatica pensata per andare in onda nei paesi musulmani. Nel corso delle puntate verranno mostrate gran parte delle atrocità che commettono quotidianamente gli uomini fedeli all’IS, compresi stupri, schiavitù attacchi bomba e l’indottrinamento dei bambini soldato.

La serie verrà intitolata ‘Black Crows‘ o ‘Al Gharabeeb Al Soud‘, si tratta di un telefilm drammatico in stile moderno (come Narcos o Breaking Bad) composto di 30 puntate che verrà trasmesso dall’emittente televisiva arabo saudita MBC (Middle East Broadcasting Center) e che punta a mostrare lo stile di vita che conducono sia i combattenti che gli abitanti sottomessi al regime del gruppo terroristico. I personaggi principali del racconto saranno una madre che va in Siria per andare a trovare il figlio da poco unitosi all’Isis e una giornalista che si infiltra nei ranghi dell’organizzazione terroristica per trovare il proprio ragazzo.

L’idea di creare una serie che mostrasse quale sia lo stile di vita a cui sono costretti i militanti del’Isis è nata dopo un incontro tra il dipartimento di stato USA e le emittenti televisive arabe il cui focus era quello di creare una narrativa che contrastasse l’assordante propaganda del gruppo terroristico nei territori arabi. In seguito la MBC ha convocato una ventina di professionisti americani, tra sceneggiatori e scrittori, per costruire una storia che fosse il più possibile veritiera e quindi convincente.

Convinto della potenza di un simile concetto, il proprietario dell’emittente saudita Ali Jaber si è incontrato con scrittori e sceneggiatori. Intervistato da ‘Russian Today‘, l’uomo si è detto convinto della bontà della produzione ed ha aggiunto: “Per la prima volta abbiamo sentito che il cuore di Hollywood si è aperto alle istanze del popolo arabo“, ed ha concluso: “Per la prima volta gli arabi e gli Stati Uniti hanno un nemico in comune nell’Isis“.