Schettino vuole fare ricorso alla Corte Europea. E scriverà un libro sulla sua vita

La condanna a sedici anni di reclusione per il naufragio della Costa Concordia ha relegato ad una cella singola del carcere romano di Rebibbia Francesco Schettino, l’ex capitano. Nella tragedia, causata da un errore di Schettino che fece fare alla nave una mossa proibita, morirono 32 persone. A bordo della nave c’erano in tutto 4229 persone a bordo, che stavano facendo una crociera da Civitavecchia. La nave si avvicinò troppo all’Isola del Giglio per fare ‘il saluto’, una mossa che da regolamento non sarebbe stata concessa, ed urtò uno scoglio, che squarciò lo scafo.

Tuttavia, secondo i suoi legali, l’ex comandante starebbe studiando le possibilità di un ricorso alla Corte Europea, come i due avvocati hanno detto dopo aver incontrato il loro assistito nella sua cella a Rebibbia. Schettino inoltre avrebbe già detto di aver intenzione di scrivere un libro, che conterrebbe la storia della sua vita in carcere.

In ogni caso per l’ex capitano della Costa Concordia è ancora presto: nel senso che prima di cinque anni, che consiste in un terzo della pena, non potrà chiedere delle misure alternative alla detenzione.
Nel frattempo Francesco Schettino ha diritto a sei ore di colloqui mensili, e dieci minuti di telefonate ogni settimana.