Trump: “Ho il diritto di condividere informazioni sul terrorismo con la Russia”

Dopo l’incontro tra Donald Trump ed il Ministro degli Esteri russo avvenuto la scorsa settimana alla Casa Bianca è stato sollevato un polverone da un report del ‘Washington Post‘ in cui si diceva che il Presidente USA aveva condiviso con i russi informazioni altamente riservate.

La storia del Washington Post è venuta a galla subito dopo il licenziamento del capo del FBI James Comey ed ha rinvigorito le indiscrezioni su una presunta collaborazione tra Trump e Putin risalente a prima dell’insediamento alla Casa Bianca. Oggi il quarantaseiesimo presidente degli Stati Uniti ha voluto rispondere pubblicamente alle accuse con un tweet sul proprio profilo in cui sosteneva di avere l’assoluto diritto di condividere, in quanto Presidente, quel genere d’informazioni con la Russia. Nel tweet Trump spiega che le informazioni condivise sono state frutto di un incontro pubblicamente programmato alla Casa Bianca e riguardavano la sicurezza aerea e la lotta all’Isis.

L’indiscrezione è giunta anche in Russia, ma anche qui è stata rimandata al mittente e classificata come un insensata bugia tesa a destabilizzare il governo Trump. A sostenerlo è il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, il quale ha dichiarato alla stampa: “Questo non è un argomento per noi, è una follia. Non vogliamo avere nella a che fare con l’insensatezza delle cosa. Questa è una totale assurdità che non merita nemmeno di essere confermata o smentita“.

Dello stesso avviso la portavoce del Ministro degli Esteri Maria Zarhakova: “Questo è solo un altro tentativo di esercitare pressione nei confronti della nuova squadra di governo americana e di fare affari legati a particolari interessi politici e lobistici”. Insomma le parti in causa smentiscono categoricamente quanto affermato dal quotidiano americano, d’altronde quale interesse potrebbe avere Trump a tramare contro la propria nazione?