Arabia Saudita, Trump firma accordo: 34 mila truppe per combattere l’Isis

Sin dal primo giorno del suo insediamento alla Casa Bianca è stato chiaro come il primo obbiettivo di Trump fosse quello di consolidare la pozione degli Stati Uniti in politica estera con una linea aggressiva dal punto di vista militare sia contro l’Isis che contro la Corea del Nord. Se l’offensiva contro il paese asiatico si è momentaneamente congelata (anche a causa della posizione a riguardo di Russia e Cina), gli sforzi per incrementare la lotta al terrorismo si sono intensificati, prima con la decisione di rifornire le truppe curde di armamenti e mezzi pesanti,  ora con un accordo stretto con i paesi mediorientali (55 nazioni hanno sottoscritto l’accordo con gli Stati Uniti) che prevede l’invio di ulteriori truppe in Iraq e la creazione di un centro logistico a Riad (capitale dell’Arabia Saudita).

L’accordo sottoscritto da Trump proprio nella capitale saudita, dove si trovava per un summit,  con le 55 nazioni musulmane prevede l’impegno vincolante da parte di tutti i contraenti: “Di combattere il terrorismo in tutte le sue manifestazioni, indirizzare le sue radici culturali, prosciugare le sue fonti di reddito e di prendere tutte le misure necessarie per combattere e prevenire i crimini del terrorismo grazie alla collaborazione tra gli stati“. Nel documento è anche evidenziata una comune condanna della linea politica tenuta dall’Iran in questi ultimi anni, causa, secondo i contraenti, della proliferazione dell’odio razziale e dell’intolleranza che hanno favorito lo sviluppo dell’Isis.

Il Presidente USA al termine del summit ha commentato positivamente il passo compiuto oggi, specificando che si tratta di un punto fondamentale per la lotta al terrorismo: “Il nostro obbiettivo è formare una coalizione di nazioni che condivide l’intento di sradicare l’estremismo e di  offrire un futuro pieno di speranza ai nostri figli”. Quindi Trump ha concluso: “Questa è una lotta tra criminali barbari che puntano ad obliterare la vita umana e persone decenti di ogni confessione religiosa che cercano di proteggerla”.