L’ISIS usa i prigionieri come cavie per testare le armi chimiche: l’obbiettivo è l’Occidente

Ritorno al nazismo, nella peggiore delle sue espressioni. Le barbarie dello Stato Islamico sembrano non avere fine. Fonti militari britanniche e statunitensi, citate dalla stampa anglosassone, lanciano l’allarme: l’Isis starebbe utilizzando i civili come cavie umane per testare la letalità delle armi tossiche che poi potrebbero essere usate, in futuro, contro ‘i crociati occidentali’, obiettivi europei e non solo.

Secondo le fonti, i jihadisti del Califfato avrebbero usato i prigionieri per testare le sostanze chimiche. Il terrore è che l’Isis possa contaminare acqua o cibo. Le prove sarebbero in documenti, trovati nascosti nei laboratori universitari della città irachena di Mosul, liberata da poco dalle forze dello Stato Islamico. In detti documenti, ci sarebbe la testimonianza di esperimenti andati avanti per tre anni utilizzando un arsenale ‘di sostanze nocive letali’.

Dette armi letali sarebbero presenti, secondo coloro che hanno redatto i documenti, ‘in quantità sufficiente a soddisfare le richieste’. Un timore, quello della guerra sporca usando armi chimiche, che fa davvero paura all’Occidente, più paura ancora di qualche kamikaze più o meno improvvisato. E che mette in allarme anche i sistemi di sicurezza e militari: quale sarà la prossima mossa dello Stato Islamico per colpire i loro peggiori nemici?

Roversi Mariagrazia