Palermo, boss mafioso ammazzato mentre era in bicicletta

Due proiettili indirizzati alla testa mentre si trovava sulla sua bici. E’ stato ammazzato così questa mattina, a Palermo, Giuseppe Dainotti, boss mafioso condannato all’ergastolo ma libero dal 2014. Dainotti aveva 67 anni.

Il boss stava pedalando in sella alla sua bicicletta in via d’Ossuna, nel quartiere Zisa, e procedeva in direzione via Papireto. Il tutto è avvenuto poco prima delle 8: una grossa moto con a bordo due persone ha affiancato Dainotti e ha esploso due colpi che hanno raggiunto il boss alla testa.

Alcuni residenti della zona, uditi i colpi d’arma da fuoco, hanno immediatamente avvertito la polizia. Sul luogo del delitto sono giunti la squadra mobile e il pm della Dda Anna Maria Picozzi.

“Ho sentito due colpi d’arma da fuoco. Erano le 7:50 – ha raccontato una donna tunisina all’Ansa – Erano da pochissimo usciti i miei figli. Mi sembravano giochi d’artificio. Qui si sparano sempre i giochi d’artificio a qualunque ora. Mi sono affacciata e ho visto un uomo a terra che perdeva sangue dalla testa. In strada non c’era nessuno. Poco dopo è arrivato un ragazzo con una maglietta celeste. Gridava ‘zio Peppino, zio Peppino’. Subito dopo sono arrivate le auto della polizia e dei carabinieri”.

Dainotti, condannato all’ergastolo per un omicidio commesso nel 1983, era stato scarcerato tre anni fa in virtù dei benefici di una norma approvata nel 2000 per cui l’imputato certo della condanna più dura poteva scegliere il rito abbreviato e quindi scontare solo 30 anni.