Giornalista aggredita in moschea, Il Tempo pubblica lettera in arabo: “Magari la Boldrini la legge”

Francesca Musacchio, giornalista de Il Tempo, ha denunciato il 20 maggio sul medesimo giornale di essere stata vittima di un’aggressione all’interno di una moschea abusiva e nascosta nella Capitale. La donna era entrata con la troupe in una moschea abusiva dentro un garage, e nel giro di pochi istanti erano stati circondati da una decina di uomini, alcuni vestiti con gli abiti tipici dei musulmani in preghiera. “Andate via di qua, dovete andare via. Altrimenti faccio uscire tutti” sono stati minacciati. Il fatto è avvenuto in via Alo’ Giovannoli, nel quartiere di Tor Pignattara, a Roma. La moschea non è autorizzata e viene gestita, come ha raccontato la Musacchio, dai bengalesi.

Siamo stati avvicinati e minacciati verbalmente dai numerosi presenti, intenzionati a non farci avvicinare alla struttura. Il luogo di culto, infatti, da anni è al centro di una complicatissima vicenda combattuta a suon di denunce da parte dei residenti per presunte violazioni della destinazione d’uso dei locali e fascicoli scomparsi dagli uffici competenti del Municipio V” racconta la Musacchio. Ieri, a tre giorni di distanza dal Fatto, Il Tempo ha scritto una lettera aperta a Laura Boldrini… in arabo.

“Cara Presidente, ora le scriviamo in arabo” scrivono i giornalisti, in quanto “la lingua a lei più congeniale”. “Il colmo è che a Francesca Musacchio, la giornalista del Tempo aggredita venerdì da alcuni frequentatori di una moschea abusiva di Tor Pignattara, sono arrivate perfino le scuse dell’Imam che sovrintende a quella comunità religiosa. È il colmo, sì, se lo si mette in correlazione al silenzio, perdurante, di Laura Boldrini. Anche ieri, nulla” si legge nella lettera.