Canale di Sicilia: un altro naufragio, molti bambini morti

Ennesima strage di migranti nel canale di Sicilia, sono 31 per il momento i morti accertati dopo che un gommone partito dal porto libico di Zuara si è ribaltato in mare sbalzando nelle acque del Mediterraneo i 500 passeggeri a bordo. Una situazione tragica che si ripete da troppo tempo e a cui non si riesce a porre rimedio, nel naufragio odierno sono annegate 31 persone (molte delle quali erano bambini) e centinaia di uomini e donne sono state salvate dalla Guardia Costiera e dall’ong Moas.

Proprio il presidente dell’ong, Chris Catambrone, ha provato a sensibilizzare sul problema migranti i suoi follower su Twitter pubblicando un’immagine dei migranti in mare con sotto scritto: “Non è la scena di un film horror, ma una tragedia della vita reale che si svolge oggi alle porte dell’Europa“. Il presidente di Moas continua la sua cronaca del salvataggio con una seconda foto che immortala il barcone rivoltato in mare nella cui didascalia spiega che in quel momento i soccorritori stavano lottando contro il tempo per sbloccare il portellone che impediva a centinaia di migranti di uscire dalla stiva.

Grazie al lavoro coordinato dalla capitaneria di porto di Roma sono state evitate ulteriori morti e sembra che non ci siano altri dispersi. Ancora una volta, però, si evidenzia l’esigenza di un supporto logistico da parte dell’Europa che permetta di salvare il maggior numero di vite possibile. Oggi il Viminale ha diffuso le cifre riguardanti gli sbarchi in Italia in questo primo periodo del 2017, riportate anche da ‘Repubblica‘: “Il numero dei migranti arrivati da inizio 2017 è cresciuto a 50.039 migranti contro i 34.236 giunti nello stesso periodo del 2016, con un incremento percentuale del 46,16%”.