Apologia di reato: al Cimitero Maggiore di Milano scena surreale con tanto di saluto fascista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:59

 

 

 

 

 

 

 

È destinato a far parlare di sé e a scatenare polemiche anche in futuro il fatto riportato dalla testata “Repubblica”. Don Orlando Amendola, durante la commemorazione di un rapinatore squadrista morto 40 anni fa (1977), ha inneggiato in sua memoria alzando il braccio destra e posizionandolo nell’inequivocabile posa del saluto romano. Tutti i presenti alla commemorazione lo hanno seguito, ripetendo il gesto alla presenza di una bandiera di Avanguardia Nazionale. Il cappellano del Campo X del cimitero Maggiore– questo è il titolo ricoperto da Don Amendola- ha parlato di Umberto Vivirito, il defunto in questione, come un “eroe della solidarietà” e ha scandito per ben due volte la frase: <<Per il camerata Umberto Vivirito… presente! Per il camerata Umberto Vivirito… presente>>

Quanto accaduto non si può in altra maniera interpretare, tanto più che la scena è stata registrata ed il video in questione è stato postato sia su youtube sia sul sito “Fascinazione”. Bisogna, infatti, ricordare che fare il saluto fascista equivale a compiere reato in Italia, anche se pare che il cappellano Amendola non sia mai stato estraneo dal mondo politico dell’estrema destra e che, anzi, non abbia mai fatto nulla per nascondere le sue preferenze di natura politica. Risale a circa un anno fa la sua apparizione, in fotografia, al fianco di Stefano Pavesi, che fa parte di “Lealtà Azione”, gruppo notoriamente riconosciuto come neonazista.

Maria Mento

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