Giuliano Ferrara striglia l’occidente: “E’ Guerra Santa. Dobbiamo attaccare, per non essere attaccati”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:46

Giuliano Ferrara, uomo da tempo avvezzo alla polemica provocatoria, ha pubblicato un articolo per “Il Foglio” nel quale espone, nella maniera che lo caratterizza, la visione dell’attuale momento storico.

Una spassionata presa di responsabilità che lo avvicina a predecessori che già a suo tempo fecero della guerra di religione un sontuoso edificio sul quale erigere le loro interpretazioni risentite. Nelle sue righe non manca il riferimento alla presupposta lungimiranza con la quale la catastrofe era stata predetta da voci rimaste inascoltate. Non mancano, come ogni buona arringa, le accuse e gli incitamenti, come quando Ferrara sprona l’occidente a “varcare le frontiere dell’islam politico e affrontare la situazione, invece di ripetere che un realismo ispirato a princìpi, quali princìpi poi si sa, consiglia di appoggiarsi di volta in volta ai mullah o ai muftì.”

“Non avranno il nostro odio- prosegue-. Di conseguenza, elargiscono il loro, di odio, seminando paura e morte, nel tentativo di occludere le arterie dell’occidente, una delle quali è l’universalismo musicale, il sogno, naturalmente il sesso, l’ idealizzazione della donna e del bambino.”

Da qui, lapalissianamente, il concetto al quale approda Ferrara è uno solo: “Attaccare, per non essere attaccati. Annientare, per non essere annientati”. Che il presupposto materiale dell’odio possa essere l’attacco, lo sfruttamento economico, l’angheria militare, Giuliano Ferrara pare non curarsi affatto. L’arringa è tutta rivolta a noi: ” Invece di esportare con una violenza incomparabilmente superiore alla loro l’unico modo di vita che preveda la possibilità della pace, invece di rispettare il loro progetto distruggendone le radici sociali e politiche dove risiedono, noi a baloccarci, a piangerci addosso, a ricusare la violenza e l’odio. Dopo Ratisbona, ultima destinazione conosciuta, non si è più sentita una parola, dico una che avesse il malinconico sapore della verità.”

Allo scoccare dell’ultima bomba, forse, l’umanità, divisa aritmeticamente in categorie che Ferrara diteggia con tanta sicurezza, scoprirà il lui il profeta che aveva predetto la distruzione d’ogni morale, contentandolo dunque di sedere al fianco della sua tanto amata Fallaci.

Giuseppe Caretta