Manchester, l’attentatore ha agito in gruppo. Arrestati padre e fratello, si temono altri attacchi

Il terrore che un nuovo attentato possa colpire la Gran Bretagna è più che mai realtà: l’allarme terrorismo è rosso, dopo l’attacco alla Manchester Arena al termine del concerto di Ariana Grande. 22 morti e 59 feriti, la maggior parte sotto i vent’anni, anche una bambina di otto anni. Le indagini hanno trovato l’attentatore, Salman El Abedi. Nato in Uk, la sua famiglia proviene dalla Libia dove era fuggita da Gheddafi (sotto il cui regime gli estremisti islamici non erano ben visti). Sostenitore, fra l’altro, anche dei jihadisti anti-Assad, si sarebbe unito allo Stato Islamico e avrebbe giurato di commettere un attentato. L’attentatore di 23 anni aveva nello zaino un ordigno abbastanza complesso, motivo per cui gli inquirenti credono non abbia fatto tutto da solo, e sono alla caccia dell’artificiere.

Si crede che il kamikaze possa essere parte di una cellula ancora attiva. Per questo il livello di allerta del Paese è critico, il più alto da dieci anni. Significa che si ritene possibile un nuovo attacco, imminente. Intanto a Tripoli sono stati arrestati il padre ed il fratello del kamikaze. Uno di loro, secondo le indagini, stava preparando un nuovo attentato. Quella di Salman El Abedi non è stato un atto ‘impossibile da credere’.

E’ probabile che tutta la famiglia fosse implicata in un network terroristico più grande. Gli inquirenti ne sono convinti: l’attacco di Manchester “è stato più sofisticato degli attacchi precedenti e sembra possibile che non Salman non abbia agito da solo”. Il fratello è stato incriminato. “Hashem ha confessato di aver aderito all’Isis con suo fratello Salman El Abedi autore dell’attentato di Manchester e ha ammesso che era in Gran Bretagna durante la sua preparazione e che era totalmente al corrente di tutti i dettagli di questa operazione terroristica”.

Roversi Mariagrazia