Compionato Mondiale U20 di Rugby, in Georgia l’Italia in un girone durissimo

Dal 31 maggio al 18 giugno la Georgia ospiterà per la prima volta il Campionato mondiale U20 di rugby nelle città di Tbilisi e di Kutaisi.

La competizione si articolerà in cinque giornate di incontri, i gironi (31 maggio, 4 giugno e 8 giugno), i playoff (14 giugno) e la finale (18 giugno). Le dodici più forti nazionali Under 20, tra cui figureranno anche gli azzurrini guidati da Carlo Padovani e Alessandro Troncon, si incontrano in quella che è considerata la più grande competizione al mondo di Rugby Union (Rugby a 15) dopo la Coppa del Mondo di Rugby. Il campionato mondiale Under 20 di rugby istituito nel 2008, ha integrato e sostituito i campionati mondiali di categoria Under 19 e Under 21 diventando il più importante palcoscenico per i giovani campioni del domani. Fin dal 2008 numerosi sono i campioni passati dalla competizione giovanile per poi imporsi nelle proprie rappresentative nazionali, tra tutti ricordiamo Sam Warburton e Leigh Halfpenny, due pedine inamovibili per il Galles di oggi.

Le squadre si affronteranno in tre gironi da quattro squadre con il sistema standard dei punti bonus. La Pool A vedrà affrontarsi i campioni in carica inglesi, la rappresentativa australiana, in cerca di un successo mai ottenuto nella competizione, un Galles competitivo che vede figurare tra le proprie fila i più promettenti giovani del torneo e i sempre ostici giovani samoani. La Rappresentativa italiana farà parte della pool B, forse la più complicata del torneo e dovrà sfidare i pari età dell’Irlanda, vice campioni in carica, la rappresentativa neozelandese, la più presente nell’albo d’oro del torneo con cinque vittorie e desiderosa di riscatto dopo il deludente torneo dell’anno passato e una Scozia in grande crescita, una sfida ai limiti dell’impossibile per i nostri azzurrini visto il divario tecnico e fisico, ma che sarà utile alla crescita del nostro vivaio e alla ripresa del nostro movimento. Infine, la pool C del torneo, sarà composta dall’Argentina, classificata terza nel torneo dello scorso anno e con un movimento in crescita da ormai molti anni, da un Sudafrica sempre competitivo, piazzatosi sempre nei primi quattro del torneo con la sola eccezione dell’edizione 2011, dalla Francia che anche se non ha mai ottenuto grandi risultati nel torneo rappresenta una squadra da osservare per gli anni a venire e dai padroni di casa della Georgia che potrebbero, sulle ali dell’euforia data dal pubblico di casa, nonostante il divario tecnico, cogliere un successo su una più titolata avversaria. Una competizione dall’esito incerto che vede favoriti i campioni in carica dell’Inghilterra ma che potrebbe sicuramente riservare molte sorprese visto l’elevato livello tecnico e agonistico delle varie contendenti al titolo. Non ci resta che affidare al campo l’ultima parola.

Salvatore Iannuzzi