Incendio Camper: confermata l’ipotesi di una vendetta

Da giorni gli inquirenti sono alla ricerca dei due uomini che giorno 10 maggio hanno dato fuoco al camper dove viveva la famiglia Halilovic. Come è tristemente noto da giorni a causa dell’incendio sono morte tre bambine, rispettivamente di 4, 8 e 20 anni ed i due uomini, incastrati dalle immagini della videosorveglianza, sono accusati di omicidio plurimo e tentato omicidio (i genitori e gli altri 8 figli si sono salvati dalla barbara esecuzione): grazie alle testimonianze raccolte il giorno dell’incendio  le forze dell’ordine sono a conoscenza delle diverse minacce di morte che la famiglia Halilovic aveva subito nei giorni precedenti, a quanto sembra legate a dissapori con alcune delle famiglie che vivono all’interno dei campi rom.

Il padre di famiglia aveva quindi deciso di abbandonare il campo rom per mettere al sicuro la famiglia e si era stabilito nel parcheggio di via Ugo Guattari, dietro al centro commerciale di Viale della Primavera a Centocelle. Il disperato tentativo di mettere in salvo la famiglia, però, non ha funzionato e quando i membri della famiglia rivale li hanno trovati, hanno deciso di ucciderli tutti nel loro stesso camper. Sin dal primo momento è stato chiaro agli investigatori che si era trattato di un incendio doloso, sebbene infatti le telecamere non mostrassero gli uomini che appiccavano l’incendio, i resti di materiale infiammabile e di combustibile fossile non lasciavano dubbi.

Per questo motivo poche ore dopo l’incendio la polizia è andata alla ricerca dell’uomo inquadrato pochi minuti prima in zona dalle telecamere di sicurezza del centro commerciale. Sembra inoltre che dopo le ricerche a tappeto dei giorni scorsi nei campi rom, gli investigatori siano risaliti all’identità dei due uomini.