Caccia ad Igor il Russo, ancora nessuna traccia: Carabinieri smobilitano posti di blocco

Sono passati più di 50 giorni da quando è partita la caccia all’uomo che avrebbe dovuto stanare “Igor il russo”, alias Norbert Feher, l’omicida che ha ucciso Davide Fabbri e la guardia ambientale Valerio Verri, eppure le forze dell’ordine sono ancora al punto di partenza.

Si tratta di una situazione estremamente delicata, come ha sottolineato in questi giorni un’inchiesta del quotidiano Il resto del Carlino, arrivata ad un punto di svolta strategico. I vertici dei Carabinieri, che hanno in mano le redini delle ricerche, hanno deciso di smobilitare i posti di blocco fissi eretti in queste settimane in zone ritenute sensibili, come quello in piazza a Molinella o negli incroci delle strade provinciali. Resteranno circa 1000 agenti, a caccia di quest’uomo che nessuna unità operativa è riescita a scovare. Eppure, gli inquirenti sono ancora convinti che Igor sia mimetizzato da qualche parte tra le campagne e le zone boschive nell’area compresa tra Campotto e Marmorta. Si tratta di un perimetro di circa 40 chilometri, nel quale, si era detto prima dell’infruttuosa ricerca di questi ultimi due mesi, nessun uomo sarebbe mai riuscito a sopravvivere. Eppure Igor/ Norbert è riuscito in quest’impresa. Tutta l’area del Rento, all’altezza di Traghetto nel Ferrarese, la campagna dietro via Fiume Vecchio in direzione di Sant’Antonio di Medicina, il ponte della Bastia nel Ravennate, è stata setacciata palmo a palmo. Esercito, polizia, nuclei dei cacciatori di Calabria, stanno scandagliando ancora guadi e cascine, ruderi e canneti. Igor sembra essersi volatilizzato.

In attesa di un suo passo falso, si seguono le numerose segnalazioni che arrivano dalla cittadinanza. Nessuna, però, si è rivelata quella giusta e del fuggitivo, ancora, non si ha nessuna traccia.