Trudeau visita Bergoglio: “Chiesa si scusi per abuso compiuto sui bambini indigeni canadesi”

Il primo ministro canadese, Justine Trudeau, ha invitato Papa Francesco ad una visita in Canada per chiedere ufficialmente scusa dei decenni di soprusi che la Chiesa Cattolica ha perpetrato nei confronti dei bambini indigeni nel corso degli ultimi due secoli.

La richiesta è stata avanzata durante il colloquio che il premier canadese ha avuto stamani col Pontefice. A monte, c’è la volontà, “in quanto cattolico”, di rimarginare una profonda ferita umana e morale con la quale il Canada ha dovuto fare i conti nel corso della sua storia recente. Le “scuole residenziali” canadesi, infatti, furono istituite alla fine del 19° secolo con l’obbiettivo di assimilare i piccoli nativi nella nuova società canadese. Essi furono strappati alle loro famiglie e sottoposti alla rigida disciplina degli istituti, nei quali era loro proibito parlare la loro lingua nativa e praticare ogni tipo di atteggiamento che richiamasse alla loro cultura.

In tal modo, più di 150.000 bambini furono strappati alla loro cultura primigenia e forzatamente plasmati al fine di divenire cittadini del nuovo ordinamento culturale, del quale la Chiesa cattolica rappresentava l’avanguardia spirituale. Molti di loro, secondo i documenti, furono sottoposti a vessazioni ed abusi, anche di natura sessuale. Questo lungo processo storico, è stato sottoposto a giudizio nel corso del 2015 dalla Commissione verità e riconciliazione del Canada, la quale lo ha bollato come un vero e proprio “genocidio culturale”.

Nessuna risposta è giunta ancora dalla Santa Sede, ma Trudeau ha affermato di aver avuto “una conversazione riflessiva, profondamente personale e di ampio respiro con il capo della mia fede.”

Giuseppe Caretta