Ritirato dal mercato il salame: trovate tracce di salmonella

La Rasff (strumento europeo di controllo degli alimenti) si è rivelato un mezzo validissimo per evitare il diffondersi di malattie portate dal cibo guasto. L’ultima segnalazione arrivata in Italia riguarda alcuni dei nostri prodotti tipici: i salumi. A quanto pare una partita di salumi italiani destinati non solo al commercio nostrano, ma distribuiti in ben 25 paesi europei conterrebbe salmonella.

I batteri della salmonella sono responsabili della salmonellosi, una malattia alimentare molto diffusa che ha come sintomi primari dolori addominali e gastrici e che nei casi più gravi può causare crisi di rigetto (vomito e diarrea) e persino allucinazioni. La salmonellosi solitamente trasmessa da cibi a contatto con feci umane o animali contaminate, il che significa che la partita di salumi in questione è stata conservata in luoghi non appropriati o che le condizioni di salute  degli animali non sono a norma per la produzione e distribuzione di merci.

I casi di salmonellosi in Italia nello scorso anno sono stati 2,730 (circa 4 persone su 100.000) una diminuzione dell’8,8% rispetto al 2015, dovuto all’ottimo lavoro di vigilanza dell Rasff. Ciò nonostante Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, sottolinea l’importanza di un controllo costante dato che non è la prima volta quest’anno che viene segnalata la presenza del pericoloso batterio negli alimenti presenti nel mercato.