Intascò 570mila euro, arrestato per peculato sindaco PD

Sono scattati i domiciliari per il sindaco di Pescia, Oreste Giurlani, accusato di peculato a causa di alcune spese incontrollate che procura e guardia di finanza di Firenze hanno accertato a Uncem Toscana.

Il primo cittadino del comune toscano, eletto nelle liste del Partito Democratico, avrebbe totalizzato alcune spese come due cappotti da donna (valore 680 euro), ma anche tanti telefonini cellulari, Ipad, materiale sportivo. Inoltre, ci sarebbero anche tantissimi chilometri percorsi per ottenere i rimborsi benzina, fino a picchi di 15.000 il mese (500 il giorno).

Dalla documentazione sequestrata, come riportato dal gip Anna Liguori, emerge che Giurlani aveva dato disposizioni di pagamento in proprio favore per 200.000 euro «senza alcun giustificativo di spesa».

Soldi che si trovavano sul deposito bancario dell’Unione comuni montani e che il sindaco avrebbe poi trasferito sul suo conto personale. I fatti sarebbero precedenti al 2016 periodo in cui Giurlani era anche presidente dell’Unione comuni montani.

“Inoltre – prosegue il gip – si era autoliquidato rimborsi spesa per 233.000 euro presentando rendiconti autocertificati (taluni neppure firmati), compilando moduli in cui asseriva di aver sostenuto pagamenti di importi spropositati per acquisiti di numero cellulari, fruizione di parcheggio e autostrade, acquisti di carburante per percorrenza mensili di 10-11 mila euro con picchi fino al 15.120 km, vitto (fino a 897 euro mensili)”.