Siria, muore a Raqqa Ayse Deniz, “Cappuccio Rosso” raccontata da Zerocalcare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:51

Ayse Deniz Karacagil era conosciuta con lo pseudonimo de “la ragazza con il cappuccio rosso“. Il suo nome era emerso durante le prime proteste a Gezi Park, alle quali la giovane aveva partecipato fattivamente e dal cui emblematico momento si era convinta ad abbracciare la causa della militanza.

Oggi, i media curdi e turchi diffondono la notizia della sua morte. A conferma di ciò, arrivano numerosi post da parte di attivisti e compagni di lotta che l’hanno conosciuta personalmente. La sua morte dovrebbe essere avvenuta nei pressi di Raqqa, dove Deniz s’era recata assieme allo Ypj, la divisione femminile delle milizie curde, impegnata nella liberazione della città controllata dallo Stato Islamico con la stessa fermezza e determinazione degli uomini.

E’ proprio negli scontri di questi giorni, che la ragazza avrebbe perduto la vita. Condannata nel 2014 a 103 anni di carcere dallo stato turco per le proteste di Gezi Park, la giovane “terrorista”, “sovversiva”, secondo le espressioni usate dalla stampa governativa, è stata salutata da un commosso commiato che ha attraversato la guerra, i confini, e s’è unito in un accorato coro di commozione. In Italia, è stato il fumettista Zerocalcare, che ne aveva raccontato le gesta in Kobane Calling, a renderle l’ultimo omaggio: ” E’ sempre antipatico – scrive l’autore – puntare i riflettori su una persona specifica, in una guerra dove la gente muore ogni giorno e non se la incula nessuno. Però siccome siamo fatti che se incontriamo qualcuno poi per forza di cose ce lo ricordiamo e quel lutto sembra toccarci più da vicino, a morire sul fronte di Raqqa contro i miliziani di Daesh è stata Ayse Deniz Karacagil, la ragazza soprannominata Cappuccio Rosso. Turca, condannata a 100 anni di carcere dallo stato turco per le proteste legate a Gezi Park, aveva scelto di andare in montagna unirsi al movimento di liberazione curdo invece di trascorrere il resto della sua vita in galera o in fuga. Da lì poi è andata a combattere contro Daesh in Siria e questa settimana è caduta in combattimento. Lo posto qua perché chi s’è letto Kobane Calling magari si ricorda la sua storia”.

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