Canada, la protesta contro il decreto legge n 89 del governo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:07

Il decreto legge n 89 è stato introdotto nella legislazione dell’Ontario poco prima della festa di Natale. È intitolato “Supporto ai bambini, giovani e famiglie”  e sostituisce la legge sui servizi per i bambini e le famiglie che si occupano della protezione dei bambini, della cura e dell’adozione.

Secondo alcune persone, la premier Kathleen Wynne dell’Ontario, sta affermando sempre di più la sua convinzione che i bambini appartengano più alla Stato che alle loro famiglie, dapprima sottoponendo i bambini della provincia ad una sorta di test sull’educazione sessuale per poi adottare una sorta di “controllo” sui bambini attraverso la ‘Children’s Aid Societies‘ (CAS) minando così, nel pensiero delle famiglie tradizionaliste canadesi, i valori morali della famiglia tradizionale.

Ciò avviene definendo “l’interesse migliore del bambino”che include: le esigenze fisiche, emotive, mentali e di sviluppo del bambino, nonché la razza, l’origine, il luogo d’origine, il colore, l’origine etnica, la cittadinanza, disabilità, credo, sesso, orientamento sessuale, identità di genere e espressione di genere.

Questa proposta di legge consente al CAS di sottrarre un figlio dalla sua famiglia se si determina che il bambino è soggetto a un danno emotivo o mentale o che il genitore non abbia fornito al bambino servizi o trattamenti adeguati.

Quello che alcune famiglie canadesi temono di più è l’approccio naturale di ribellione da parte di un figlio nei confronti dei dettami dati dalla sua famiglia, che fanno parte del normale sviluppo dell’individuo. Ancora più preoccupante per queste persone è la libertà di credo di cui adesso possono disporre i loro figli; poiché attraverso questo decreto legge la religione di un bambino non è più un fattore da considerare per determinare l’interesse migliore del bambino. Cioè, la “fede religiosa” è stata rimossa in quasi tutti i riferimenti contenuti nel precedente atto. I genitori non possono più orientare la religione del loro bambino, ma piuttosto è il “credo del bambino” che deve essere preso in considerazione nella determinazione delle esigenze di un bambino, creando così conflitti all’interno della famiglia stessa.

E’ ancora in corso un acceso dibattito sull’introduzione di questo decreto legge in quanto non è stata ancora chiarita la posizione e l’importanza dello Stato nella crescita del bambino.

Mario Barba

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